sabato 26 settembre 2026

Taylor Swift - "The Life of a Showgirl-The Encore"- Recensione Critica

 Ecco la recensione critica dell'album di Taylor Swift "The Life of a Showgirl" e alla sua edizione deluxe "The Encore"















The Fate of Ophelia: La prima traccia dell'album è un inno all'amore, alla fedeltà e alla salvezza. Una canzone felice, che in parte richiama alla mia memoria "Lavender Haze", l'apertura super-sexy e felicemente sfrontata di "Midnights". "The Fate of Ophelia" è il perfetto mix tra musica elettronica e folk-pop, qualcosa che richiama anche a "Folklore".
Un inno felice, che paragona Taylor Swift al personaggio di Ofelia, ma le riserva un destino diverso; di salvezza e di pace nella vita, non nella morte.
La canzone ha dei riferimenti sia a Taylor Swift, sia a suo marito Travis Kelce, ed è un inizio perfetto per l'album, un inno esplosivo all'amore e alla serenità che Taylor merita da tanto tempo. 

Elizabeth Taylor: Una canzone un po' strana, che si muove tra generi come il pop orchestrale, il synth pop e ha qualcosa di elettrico nei cori, con dei rimandi abbastanza evidenti a "Reputation" nei versi "Be my NY when Hollywood hates me" ma con qualcosa di dolce.
La traccia suona come ipnotica, profonda, sembra quasi scrutare nell'ascoltatore, ed è esattamente quello che mi aspettavo da una traccia dedicata ad una grande attrice dagli occhi viola, come vuole leggenda.
Approvata, anche se non è la migliore dell'album, ha potenzialità come singolo.

Opalite: Un'altra canzone che come "The Fate of Ophelia" è un inno alla felicità. Lenta ma incalzante, con un ritornello che esplode e fa venire voglia di danzare, è davvero qualcosa che si può trovare in un album che tratta della vita di una showgirl come Taylor Swift, una diva che è allo stesso tempo una cantautrice e una poetessa.
Il ponte in crescendo è grazioso e poderoso. 
"Opalite" è una traccia perfetta come singolo, ballabile, allegra e spensierata al punto giusto, che sembra abbracciare l'ascoltatore.

Father Figure: Una canzone che tratta di vendetta e tradimento, "Father Figure" che interpola "Father Figure" di George Michael, parla del rapporto tra un mentore e il suo protetto e la distruzione di quest'ultimo quando tradisce il mentore, che si vendica e annienta il protetto stesso.
I versi hanno una base quasi rock, con la batteria a sostenerli e la voce di Taylor suona incisiva e un po' spocchiosa, piena di sé. I ritornelli sono poderosi, mentre il ponte è borioso, e il ritornello successivo è una scarica di adrenalina.
La canzone è davvero possente nel suo alternarsi, e mi dà davvero i brividi la parte in cui Taylor sussurra "I protect the family", in riferimento ai suoi album, sembra il momento in cui sferra il colpo decisivo della sua vendetta canora. 
Canzone approvata in pieno, ha delle vibes pop-rock davvero intriganti. 

Eldest Daughter: Una canzone lenta, solenne e intima, dove la voce di Taylor suona vulnerabile, e dà note di colore alla musicalità stessa, e ha un calore particolare, un momento che Taylor vive per sé e dentro di sé, una riflessione, un voto, una promessa, che lei condivide con i fan.
Il ponte diventa poderoso e orchestrale, in un crescendo spettacolare, per poi spegnersi nel ritornello che lo segue.
La parte finale, con le voci delle vocalist di sottofondo, rende il tutto come un sogno, dove Taylor sembra mettere la sua anima a nudo, suonando un pianoforte solo per l'ascoltatore nella sua stanza.

Ruin The Friendship: Una canzone che sembra allegra, ma non lo è... Parla del rapporto tra Taylor Swift e un suo ex compagno di scuola, di cui era amica, ma segretamente innamorata. 
Alla fine della canzone rivela che però lui è morto, e lei si porta dentro due domande: "E se lo avessi baciato comunque? E se mi avesse amato?" Per questo consiglia sempre di "rovinare l'amicizia".
Una canzone che dà un senso altalenante, da una parte la morte, dall'altra la spensieratezza stessa del pezzo, come se Taylor fosse guarita da sola da quella ferita, da quella domanda spezzata mai posta.
Una buona traccia, senza dubbio, ma che lascia l'amaro in bocca sul finale.

Actually Romantic: In questa canzone, che sembra essere una risposta leggermente spropositata a "Sympathy Is a Knife" di Charli XCX, dato che Taylor Swift distrugge l'immagine di Charli, prendendola in giro, e dicendo che "nessun uomo mi ha amata come te". 
Charli, nella sua canzone, diceva di sentirsi insicura nei confronti di un'altra popstar, che incontrava, perché non avrebbe mai potuto essere come lei.
Nonostante Taylor "asfalti" letteralmente la sua rivale, devo dire che la canzone è catchy, simpatica e molto radiofonica, come la maggior parte dell'album.

Wi$h Li$t: In questa canzone Taylor dice che le persone vogliono avere tutto, mentre lei vuole solo avere l'amore della sua vita. 
In certe parti canta anche in falsetto.
Nonostante questo, devo dire che la canzone anche se piacevole all'ascolto, non resta in testa all'ascoltatore ed è fino ad ora uno dei pezzi più deboli dell'album. 

Wood: Una canzone dal ritornello esplosivo, super-sexy e radiofonico, con una durata breve, ma intensa nei contenuti, molto esplicita in ciò che Taylor vuole dal suo futuro marito, "Wood" è semplicemente spensierata e felice, un po' stupida, ma divertente, ed è al punto giusto dell'album.

CANCELLED!: Questa canzone parla del periodo in cui Taylor Swift venne "cancellata" dalla affermazioni di Kanye West e Kim Kardashian, poi rivelatesi fasulle, ma che tennero banco per lungo tempo, facendo passare Taylor per una persona cattiva. Qui afferma che le sue amiche stettero dalla sua parte comunque, e che lei resterà sempre dalla parte delle sue amiche, con un riferimento a Blake Lively. 
La canzone, che ricorda nella musicalità "I Did Something Bad", era perfetta per diventare singolo, a mio parere. Ha una certa profondità, e anche una certa crudeltà nei testi ("Everyone's got bodies in the attic, or took somebody's man, we'll take you by the hand") e nella voce di Taylor, che suona oscura e tagliente.
Una canzone dal grandissimo potenziale, che meritava di essere promossa di più, con un video e dei remix. 

Honey: Una canzone che non è né bella né brutta; è nell'album e  ha significato per Taylor, ma dopo "CANCELLED!" è abbastanza scontata, come un "ritorno alla luce" ma troppo tenero e mieloso, un po' ruffiano, che non dice moltissimo, e che non è il pezzo chiave dell'album. Un pezzo che non dice troppo, un po' anonimo, che non dà niente di particolare.

The Life of a Showgirl (feat. Sabrina Carpenter): Il pezzo che dà nome all'album e che lo chiude, dove Taylor omaggia le showgirl che l'hanno ispirata, e anche sé stessa, è davvero particolare, cinematografico, e aveva potenziale enorme come singolo, proprio come "CANCELLED!". 
Inoltre la presenza di Sabrina Carpenter dà un tocco in più.
 Non solo.
Il finale della canzone che riprende parte dell'esibizione live di Sabrina Carpenter al The Eras Tour, dà quel tocco speciale che ti fa apprezzare ancora di più il pezzo e ti fa capire quanto lavoro ci sia stato dietro. 


THE ENCORE



Patient Zero: Nella canzone, Taylor Swift mette in guardia un'altra donna dal fidarsi di un uomo narcisista, che in passato ha avvelenato la stessa Taylor. Lei è stata la "patient zero" la prima a venire contagiata da lui, e dà qualche dritta per evitare che una donna possa passare ciò che ha passato lei.
La canzone è diversa rispetto alle precedenti ascoltate, non ha l'atmosfera quasi circense e imponente del resto dell'album, ma resta comunque legata alla produzione (Max Martin & Shellback). 
La canzone mi piace, è adatta ad essere singolo, dà alla deluxe dell'album un'atmosfera più dark, soft e aggressiva al contempo.
Promossa.

Cleveland!: La canzone dice in definitiva che Taylor Swift ha trovato l'amore della sua vita, e ormai non le importa più degli haters.
Ha un ritmo definito, allegro, possente, quasi incredulo, e questo rende la canzone uno dei pezzi forti dell'album, ci sta perfettamente.
Anche la scelta di tagliare certe parole e lasciarle all'immaginazione è buona, e rende "Cleveland!" un pezzo meraviglioso.

Pink Clouding: In questo brano, dalle atmosfere pop di "1989" e "Midnights" , Taylor parla di una relazione dove le cose si sono complicate e lei ha lasciato il suo ragazzo anche se è ancora perseguitata dal suo fantasma. 
Potrebbe riferirsi a Joe Alwyn. La cosa certa è che "Pink Clouding" è una canzone che ha riferimenti al rosa- il colore di "Lover" - e nel suo modo di proseguire, ricorda alcune delle ballad disco e intense di "Midnights".
Non sembra una canzone da "The Life of a Showgirl" ma nel contesto della deluxe ci sta bene, ed è davvero un brano adorabile.

Babylon: L'ultima canzone dell'edizione "The Encore" ricorda un po' le atmosfere autunnali di "Red" e "Evermore" che questo album doveva evitare.
La canzone è apprezzabile, anche se triste, ma la trovo fuori posto in quest'album, è come una mela dentro una zuppa di verdure, e non la vedo bene. 
Avrei trovato questa canzone molto adatta ad "Evermore" del 2020, lì ci sarebbe davvero stata bene. 
Per quest'album è troppo lenta, troppo infelice e inadatta come chiusura. 


Sinceramente, queste quattro canzoni sembrano appartenere a un altro album, quasi fossero estranee al progetto originale.

Riesco a vedere bene "Cleveland!" come un'evoluzione, una risposta di Taylor a chi la critica, accompagnata da una musicalità anni '80. Tuttavia, queste quattro canzoni avrebbero potuto costituire le basi per un nuovo album.

Non le vedo bene all'interno di questo progetto: non lo arricchiscono e non danno un contributo significativo.

Il mio giudizio sulle tracce resta perlopiù positivo, ma non le trovo adatte a un'edizione Deluxe. Presentano sonorità pop differenti e mi sembra strano che due produttori geniali come Max Martin e Shellback non se ne siano accorti subito, così come la stessa Taylor.

Se fossi stato al suo posto, le avrei conservate per un nuovo album.

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